fbpx

Il certificato di nascita è solo uno dei tanti documenti del neonato utili per rendere la posizione del bambino stabile e farlo diventare un cittadino a tutti gli effetti.

Prima di tutto è necessaria la dichiarazione di nascita, redatta in genere dall’ostetrica che si è occupata del parto. Tale dichiarazione comprende vari aspetti, che riguardano la nascita del neonato e soprattutto ne definisce il nome e il cognome.
La scelta del nome è ovviamente fondamentale: i nomi scelti non possono essere più di tre e non sono ammessi il nome del padre, dei fratelli o delle sorelle o nomi ridicoli o impropri. La dichiarazione deve essere poi consegnata da uno dei due genitori (o da entrambi se non sono sposati) all’ufficio di stato civile del comune di nascita o di residenza entro dieci giorni, o all’ospedale in cui è nato il bambino entro tre giorni dal lieto evento. L’ospedale manderà in seguito comunicazione al comune interessato.

Sulla dichiarazione di nascita si basa il certificato di nascita, che può essere richiesto dalla mamma, dal papà o da chiunque sia stato delegato e sia in possesso di una carta d’identità valida. Per ottenerlo sarà necessario recarsi all’Ufficio di Stato Civile del comune di residenza o nascita. Il suddetto certificato è un documento utile. Tra le altre cose serve infatti per richiedere il congedo obbligatorio di maternità o di paternità, nel caso sia il papà a richiedere tale diritto. In questo modo l’azienda per la quale il genitore lavora potrà fissare la data del suo rientro.

Un altro passaggio fondamentale è l’iscrizione all’anagrafe, che avviene tuttavia automaticamente in seguito alla dichiarazione di nascita. Diverso nel caso dell’iscrizione all’anagrafe tributaria, che consente al bambino di ottenere un codice fiscale, e in seguito l’iscrizione al servizio sanitario nazionale indispensabile per la scelta del pediatra. L’iscrizione deve essere fatta all’Ufficio Anagrafe del comune di residenza o all’ufficio delle entrate da un genitore munito di certificato di nascita o di un’autocertificazione dell’avvenuta nascita.

La tessera sanitaria, che vale in tutti i paesi europei, oltre al codice fiscale del bambino contiene tutti i dati sanitari. Viene inviata direttamente a casa del neonato e avrà validità provvisoria di un anno. Solo in seguito ne verrà consegnata una definitiva, che sarà valida per cinque anni.

Ottenuto il codice fiscale, rimane un ulteriore passaggio da fare: la scelta del pediatra di famiglia, per il quale bisogna recarsi (è sufficiente un solo genitore dotato di carta d’identità valida) agli uffici della ASL del comune prescelto muniti di certificato di nascita e codice fiscale. Il nome del pediatra potrà essere indicato fra quelli disponibili (che non superano un certo numero di pazienti). Qualora il medico prescelto non risulti idoneo alle esigenze dei genitori questo potrà essere cambiato. Per effettuare la richiesta bisognerà recarsi nuovamente all’ufficio della ASL e scegliere un altro nome fra quelli liberi.

Altro documento essenziale per il neonato, in particolare se si intende viaggiare all’estero, è un certificato valido per l’espatrio del bimbo. Per ottenere un attestato d’identità utile a tale scopo è necessario che un genitore (con carta d’identità valida) si rechi agli Uffici dell’Anagrafe del comune di residenza con due fototessere del neonato. In questo modo si otterrà un certificato anagrafico di nascita e di cittadinanza italiana e un modulo che entrambi i genitori dovranno compilare. Tale modulo di fatto autorizza il bambino all’espatrio. Affinché risulti valido a tutti gli effetti dovrà inoltre essere presentato in questura assieme al certificato anagrafico e alle fotocopie dei documenti di identità di entrambi i genitori. La questura convaliderà l’autorizzazione all’espatrio del piccolo. Nel caso in cui si debba intraprendere un viaggio verso un paese extraeuropeo sarà necessario iscrivere il bambino al passaporto di un genitore, o richiederne uno personale. Gli uffici preposti a tale scopo sono sempre quelli della questura.