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La plagiocefalia funzionale o disturbo della testa piatta è una sindrome molto diffusa che colpisce i neonati nelle prime settimane di vita, dovuta a diverse cause funzionali e posturali come:

  • nascita prematura;
  • travaglio molto lungo e difficoltoso;
  • uso di strumenti quali ventose o forcipe;
  • posizione supina durante il sonno

Durante il travaglio le ossa del cranio si ripiegano su se stesse come i petali di un fiore, per permettere al neonato di passare attraverso lo stretto canale del parto. Dopo il parto, il neonato innesca dei meccanismi di autoregolazione come il pianto, la respirazione e la suzione che possono risolvere molte delle tensioni a livello cranico. Tuttavia, questi meccanismi spesso sono insufficienti a ristabilire un equilibrio tensionale. Inoltre, la posizione supina consigliata dai pediatri per prevenire le morti in culla, può acuire questo disturbo.

Oltre a presentare una forma del cranio asimmetrica e alopecia del cuoio capelluto nella zona interessata, il neonato che soffre di plagiocefalia spesso presenta anche altri disturbi come difficoltà di suzione, coliche, rigurgiti, torcicollo, asimmetrie facciali con problematiche visive (strabismo), uditive e occlusive (malocclusione temporo-mandibolare)

Cosa si può fare per ristabilire la giusta armonia e funzionalità del cranio del neonato o per prevenire la plagiocefalia posizionale?

Innanzitutto, per la nanna è consigliabile utilizzare uno speciale cuscino dalla forma concava, che sostiene delicatamente il cranio del neonato senza comprimerlo.

Inoltre, è opportuno adagiare il neonato a pancia in giù (Tummy Time) ogni volta che è possibile quando è sveglio, ad esempio durante il cambio del pannolino.

Infine, è importante tenere in braccio il bambino e allattarlo sia al seno sia al biberon da entrambe le parti. In genere, i neonati affetti da questo disturbo, hanno difficoltà di suzione dal lato opposto rispetto alla plagiocefalia.

Sebbene questo disturbo spesso si risolva in modo spontaneo con la crescita, va comunque monitorato e affrontato con tempestività per non incorrere in problemi più gravi: oltre al cambio della postura che può portare a una risoluzione naturale della condizione, è possibile intervenire a livello medico. Parlane con il tuo pediatra.