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Alla nascita l’apparato gastrointestinale è immaturo: è del tutto normale, dunque, che nei primi mesi di vita i neonati presentino degli episodi di rigurgito e reflusso. Se però questi disturbi interferiscono con la crescita e persistono troppo a lungo, smettono di essere fisiologici e richiedono un’attenzione particolare e trattamenti adeguati.

La parola reflusso significa semplicemente che il contenuto dello stomaco tende a tornare indietro nell’esofago e, poiché il transito del cibo nell’apparato digerente è un percorso a senso unico, percorre la strada in direzione “sbagliata”.
In realtà, sarebbe più corretto dire che il percorso del cibo nell’apparato digerente dovrebbe essere a senso unico, se non fosse che:

  • l’apparato gastrointestinale del neonato è ancora immaturo;
  • l’esofago del neonato è molto breve;
  • qualche volta la valvola che impedisce al cibo di tornare indietro – il cardias – non si chiude perfettamente;
  • il contenuto dello stomaco di un lattante è liquido e lo stomaco è sempre pieno (appena si svuota il bambino richiede altro latte);
  • i neonati trascorrono la maggior parte della giornata in posizione orizzontale.

È bene sapere che i rigurgiti o i reflussi tendono a peggiorare nei primi mesi di vita, raggiungendo il picco entro il 5° mese, per poi diminuire gradualmente con la crescita, soprattutto quando il bambino inizia lo svezzamento, quindi a introdurre alimenti via via più solidi, e dovrebbero sparire del tutto entro il 2° anno di vita. Armatevi di pazienza e tantissimi bavaglini!

Per combattere rigurgito e reflusso è possibile adottare alcune strategie, come fare assumere al neonato formule più addensate se è allattato artificialmente, fargli fare sempre il ruttino e tenerlo il più possibile in posizione inclinata di 30 gradi, ad esempio mettendo un rialzo sotto la culla o coricandolo nella sdraietta, dopo la poppata.

Solo in una piccola percentuale di bambini è il caso di preoccuparsi. In particolare, è bene approfondire la situazione quando rigurgito e reflusso causano una o più delle seguenti situazioni:

  • interferiscono con la normale reattività e con il comportamento del bambino;
  • provocano dolore, sofferenza, disagio, pianto, malessere;
  • compromettono la crescita del piccolo;
  • alterano la normale alimentazione (il bebè può rifiutare il pasto, inarcando il busto quando la mamma lo stimola a mangiare);
  • provocano lesioni a carico della laringe e corde vocali, che possono manifestarsi con una tosse lieve persistente.

In caso di dubbi è sempre meglio consultare il pediatra che, all’occorrenza, prescriverà esami di approfondimento.