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Nel 1918 il pediatra austriaco Ernst Moro (1874-1951) osservò per primo che se un bambino viene posto supino su un fasciatoio e si colpiscono entrambi i lati del piano con le mani, entrambe le braccia si separano simmetricamente, in seguito si chiudono con movimenti leggermente tonici, mentre entrambe le gambe si allungano.

Il riflesso di Moro è uno dei riflessi neonatali normalmente presenti in tutti i neonati sani fino al 5°-6° mese di vita ed è la risposta spontanea a un’improvvisa sensazione di perdita di sostegno o al verificarsi di stimoli improvvisi che spaventano il bambino, come un forte rumore.

Nella maggior parte dei casi, il riflesso di Moro è indotto dal brusco spostamento del bambino in posizione supina, sul fasciatoio o nella culla. A volte, può essere il pianto dello stesso neonato a spaventarlo.

In risposta allo “spavento”, il neonato porta indietro la testa, allarga le braccia (abduzione) ed estende le gambe, quindi torna a richiuderle in posizione raccolta (adduzione), come se cercasse di aggrapparsi a qualcosa. Spesso al riflesso di Moro fa seguito il pianto.

Il riflesso Moro si manifesta già nel grembo materno a partire dalla 28ª settimana di gestazione e raggiunge la completezza entro la 34ª  (terzo trimestre). Per questo motivo non è riscontrabile nei bambini molto prematuri. Contrariamente a quanto si credeva in passato, invece, il riflesso di Moro è presente anche nei neonati affetti da trisomia 21 (Sindrome di Down).

È opportuno osservare il riflesso di Moro nel neonato poiché la sua assenza o l’asimmetria del movimento delle braccia è indice di qualche anomalia nel bambino, così come la sua persistenza oltre il 1° anno di vita.

Se il riflesso è assente, ridotto o iperattivo durante i primi tre mesi di vita, questo può indicare varie condizioni patologiche, principalmente di origine cerebrale.

L’assenza del riflesso, in particolare, indica un disturbo profondo del sistema motorio o un disturbo generalizzato del sistema nervoso centrale (danni al cervello o al midollo spinale).

La persistenza della risposta di Moro oltre l’anno, invece, è rilevata nei bambini con gravi difetti neurologici ed è significativamente associata al disordine da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) nei bambini di 8-11 anni.

Tra le cause che possono comportare il persistere del riflesso di Moro vi sono soprattutto problemi e condizioni che si sono verificate durante la gravidanza come: stress, minacce di aborto, diabete gestazionale o infezioni virali; altri fattori predisponenti possono incorrere durante o subito dopo il parto.

Ogni bambino è diverso, quindi il riflesso di Moro può manifestarsi con frequenze diverse e sparire gradualmente in più o meno tempo, ma comunque sempre entro il 1° anno di vita. In tutti gli altri casi, ovvero in caso di assenza o persistenza oltre i limiti normali, è necessario consultare uno specialista.